venerdì 19 ottobre 2012

10 Anni di Critical Mass a Catania : i ciclisti urbani catanesi prima di Facebook e la nuova "mobilitazione" dei cittadini.



Con piacere oggi leggo il pensiero di Maz,ciclista catanese.

Ha operato una ricerca paziente leggendo 488 messaggi, portando alla luce come in uno "scavo archeologico" diversi ricordi lasciati su la vecchia board Yahoo della CMCT.

Merito di Maz è quello di aver fatto riappropiarci la memoria e dopo ,ricordare di pensieri,pratiche,cose che oggi possono sembrare anni luce da noi ciclisti urbani catanesi ma che sono invece il punto da cui ripartire.

Sì,dieci anni fa a Catania un gruppetto di "pazzi" senza meta cominciò a pedalare il mercoledi sera da piazza Roma stravolgendo il ritmo di una città immobile dentro le scatolette-macchine.

L'analisi di oggi che mi sento di fare è che ieri il cambiamento lanciato dai ciclisti catanesi di Critical Mass non fu ascoltato nonostante ogni tanto la stampa locale facesse accenni ridicoli a volte da folclore su questi ciclisti "strani".

Ma in 10 anni la città e i politici sono rimasti sordi a questo cambiamento lanciato dai ciclisti catanesi.E così la città è rimasta un unico grande ingorgo malsano in cui l'automobile contraddice se stessa e diventa il mezzo di trasporto più lento!

Quanto ci costa l'imposizione di uno sviluppo urbanistico basato sulle automobili? Quali costi sociali dovremo ancora sopportare prima di convincerti ad abbandonare la macchina per la bicicletta o per i mezzi pubblici (e a pretendere che a Catania questi funzionino!).

La riappropriazione pratica e politica dei nostri spazi urbani a Catania è diventato contagioso, si diffonde tra i ciclisti, ha valicato in città con la nascita anche di #Salvaiciclisti. In pochi mesi in città arrivano novità mai viste: i cittadini e i nuovi ciclisti della crisi economica rivendicano il diritto di spostarsi pedalando oggi più che mai occupando sempre più le strade.

Liberare la città dalle automobili non significa tornare al passato, ma andare incontro al futuro, perchè a Catania vogliamo vivere, respirare aria, spostarci, senza pericoli e senza stress.Ma vogliamo anche salvaguardare la nostra salute e la conservazione alle generazioni future della bellezza dei palazzi barocchi della nostra città,che ricordiamo a tutti è stato dichiarato PATRIMONIO MONDIALE UNESCO!

La "mobilitazione" è partita in città e questi 10 anni di Critical Mass a Catania hanno lasciato il segno.

Andrea Genovese






sabato 14 luglio 2012

Jakarta Fixed Fest 2012 : "The Courier" il video che non mi convince !



di Andrea Genovese

Ritorna il Jakarta Fixed Fest con lo scopo di riunire gli appassionati "fixsati" e ciclisti, nonché promuovere l'uso delle biciclette a scatto fisso nel paesaggio urbano della capitale stessa.

A Jakarta ecco arrivato un film chiamato "The Courier".



Il video segue il messenger Emanuell Rendy come svolge il suo lavoro per le strade di questa città.

Guardando il collega messenger Emanuell al lavoro noto quanto sia diverso tutto rispetto al mio lavoro che svolgo a Catania : le strade, i pacchetti , il traffico delle auto tutto sembra distante da qui nella mia città.
Quello che noto dal video è l'assoluta mancanza di fatica ! E questo pone dei dubbi seri che quello che vedete non è reale !

Perchè a parte i film i corti video,questo lavoro che noi veri Bike Messenger svolgiamo ogni giorno è cosa diversa di quello che questo video diffonde.

Sarebbe davvero bello se il nostro lavoro quotidiano sia come quello di Emanuell Rendy !

Ma io su questa ricostruzione del video un dubbio una perplessità ce l'ho....!

Ho le mie prove per dire che il lavoro di Bike Messenger non è uno spettacolo,ma un duro faticoso modo per vivere in questo mondo sempre più in crisi.

A.G.

sabato 16 giugno 2012

Lucas Brunelle : "Alleycat"e abilità dei Bike Messengers a consegnare in bicicletta il più velocemente possibile in ambito urbano



Lucas, che proviene da Boston dove gestisce la sua propria società di consulenza informatica.Per anni come regista Lucas Brunelle è stato a filmare questi AlleyCats con un casco-telecamera.


Line of Sight,che alleghiamo, è un documentario realizzato da questi film.




Ma guardando il video, non si può non rimanere a bocca aperta vedendo  questi uomini e queste donne dall’abilità estrema.
Un Alleycat è una corsa ciclistica non ufficiale, organizzato da corrieri in bicicletta o bike messenger.Le gare normalmente si svolgono attraverso le città, con posti di blocco lungo le strade.

Sono gare rischiose, adrenaliniche, e richiedono un livello elevato di competenza.
Si possono vedere nelle città di tutto il Nord America, Europa e Asia. Molte città più piccole, ove non vi è una presenza di bike messenger, sono anche luoghi di Alleycats gestiti dalla fiorente  sottocultura del ciclismo urbano.

Siamo certi che questo nuovo lavoro di Brunelle avrà successo…,e pari ad altri suoi video sarà il più condiviso su You Tube tra noi Messengers con migliaia di contatti.

giovedì 14 giugno 2012

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti accolga le richieste dei ciclisti.


Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,
Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.
Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.
Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.
La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.
Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.
Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,
cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente


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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato:  
Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.